…ad esempio, ieri mattina…
È tempo di pagare le tasse per il nonno di Gelsomino.
Vista l’età avanzata vorrebbe farsi aiutare dal nipote. Gelsomino avrebbe molti impegni in mattinata, ma se da un lato non può esimersi dall’aiutare il nonno in difficoltà dall’altro sa che perderà al massimo un’oretta.
Alle dieci in punto entrano nell’ufficio postale della città.
È la sua prima volta e, chissà perché, Gelsomino crede di trovare molta posta in giro per i locali dell’ufficio.
Trova, invece, un serpentone fatto da tanta gente “incazzata”.
La cosa curiosa è che più ci si avvicina allo sportello e più la gente si “incazza”.
Arriva finalmente il loro turno.
– Prego, documenti.
– Ecco a lei. – dice il nonno.
– Vediamo… Sì, la sua pensione è di 1500 euro. Quanto ritira?
– Mi sembra ovvio…1500!
– Non può!
– Perché? Sono soldi miei.
– Sì, ma le facciamo il favore di tenerglieli. Li spenderebbe tutti, altrimenti. Per tale motivo gliene diamo 400.
– Ma io ne ho bisogno!
Gelsomino non riesce a trattenersi.
– Scusi…
– Sì?
– Ma se i soldi sono suoi, può farne quel che vuole, no?
– No. E se poi li spende tutti? E se tutti facessero così? Svuoteremmo le nostre casse e noi come faremmo?
– E perché non fate con i soldi vostri?
– Che siamo, matti?
– Mi sento male! – urla il nonno.
– Gliene dia almeno 1000.
– Al massimo posso salire a 500 e se ne vuole ancora deve tornare domani.
– E che cambia?
– Magari nella notte ci ripensa e non torna.
– Ma mio nonno cammina a fatica!
– E’ la legge! Che fa? Si mette contro la legge?
– E dove sta scritto?
– Da qualche parte… Che facciamo? Vogliamo metterci a cercare dove sta scritto e perdiamo tempo? Così facciamo rallentare la fila! Voooi in fondo, che dite?
– cheee si deeve sbrigaaaare!
– Chiaro. Ci dia 500 euro.
– Perfetto!
– E per pagare l’F24? – chiede il nonno.
– All’altro sportello.
– La fila esce fuori dall’ufficio… Non so, potrebbe aprire un altro sportello?
– Carenza di personale.
– Non assumono?
– No! Licenziano!
Gelsomino si accorge che il nonno è stanco e preferisce dargli un consiglio.
– Senti nonno, perché non prendi i soldi e proviamo alla banca? A quest’ora magari c’è meno fila?
Il nonno acconsente. In quattro e quattr’otto arrivano dinanzi alla banca. Alcuni gruppi di persone sono davanti alle macchinette del bancomat, ma allo sportello non si vede anima viva, a parte l’impiegato.
– Buongiorno!
– Buongiorno a voi!
– Ditemi…
– Vorrei pagare l’F24.
– Non c’è problema. Se lo fate alla macchinetta pagate la cifra giusta, se lo fate con me pagate 1 euro in più.
– E per il sorriso?
– In che senso, scusi?
– Vabbè, basta che ci sbrighiamo.
– Datemi il modulo… Sì, eh! Non avete un conto corrente.
– Ma io devo pagare solo le tasse.
– Sì, ma le paghereste con più tranquillità se aveste un conto corrente.
– In che senso, scusi?
– Potreste farlo da casa, alla vostra scrivania in tutta tranquillità, come vi dicevo.
– Davvero? E come funziona?
– Semplice. Aprite un conto corrente che vi costa 30 euro, poi apriamo il servizio home banking che pagate 5 euro al mese. Ecco! Così non avete più problemi! Chiaro?
– Come no! Ho capito che per pagare un F24 di 15 euro non devo disturbarla, ma ne devo spendere 30 più cinque al mese per fare il lavoro suo. È chiaro!
– Cosa?
– Perche è così sorridente!
– Allora, che fa? Non mi faccia perdere tempo.
– Ma se non c’è nessuno! Son tutti a casa che lavorano per lei… Sa che facciamo? Pago subito.
– Contento lei…
Usciti dalla banca, il nonno vuol sedersi su una panchina. Accende una sigaretta e riflette a voce alta.
– Caro Gelsomino, la questione è semplice. Ho i soldi e non posso prelevarli. Li posso spendere solo da casa, per evitare di far lavorare troppo chi di soldi ne guadagna di più…. O forse per evitare che gli altri vedano quanto spendo e cosa compro… Evidentemente hanno fatto una legge che vieta di portarsi i soldi in giro e spenderli davanti a tutti. Eh, sì! La cosa sara così……