Protezione civile a Soverato

protez Il commissario Mottola e il subcommisario Bigagnoli lasciano alla città la nuova struttura della Protezione Civile. Grande spiegamento di forze per la cerimonia d’inaugurazione, con il responsabile nazionale, prefetto, generali, molti cittadini. Seguì un ricchissimo e raffinato buffet all’Alberghiero.

 Due o tre riflessioni secondo me importanti.

 Il centro di Soverato ha competenza su un vasto territorio: è un altro passo verso la conurbazione di fatto, se non riusciamo con quella di diritto. Bisogna che questa integrazione funzioni operativamente, non sulla carta. La popolazione dev’essere informata e attivamente coinvolta attraverso esercitazioni non formali, e con indicazione di precisi punti di riferimento.

 Da evitare il solito “allarme meteo della Protezione civile”, una specie di Al lupo, Al lupo che sembra fatto per parare la schiena ai responsabili, e cui non crede nessuno. L’allarme va dato solo in casi seri, e poi preso letteralmente sul serio.

 Perciò la Protezione civile deve disporre di pochi e precisi e indiscutibili poteri. Un esempio: se nel 2000 una Protezione Civile o un’autorità qualsiasi avesse sgombrato d’imperio, a pedatoni, il campeggio con tutto il suo contenuto, l’acqua si sarebbe portata via una brutta baraccopoli, e non delle persone vive.

 Ciò premesso, auguri a Soverato e alla sua nuova struttura.

Ulderico Nisticò

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